Come cittadini quanto meno perplessi sull'opportunità di realizzare un centro commerciale a Lavis e sicuramente indignati per i modi in cui l'amministrazione comunale ha creato i presupposti urbanistici per mettere i privati interessati all'operazione nelle condizioni di agire, ci siamo interrogati se non fosse applicabile nei nostri confronti una sorta di culpa in vigilando proprio rispetto all'operato della giunta comunale. Ebbene, escluso in modo abbastanza agevole ed inequivocabile che nel programma elettorale del centrodestra autonomista per la consiliatura 2004-2010 fosse anche solo menzionata la possibilità di edificare a Lavis un centro commerciale, ci siamo altresì imbattuti in alcuni significativi propositi programmatici che qui riportiamo e che ci alleggeriscono ulteriormente la coscienza, in quanto in linea con le nostre posizioni:
potenziamento delle agevolazioni economiche per piccoli esercizi commerciali e attività di impresa nelle valli.
potenziamento dei contributi per la conservazione e lo sviluppo del paesaggio e dei suoi elementi caratteristici nelle zone periferiche.
Crediamo infatti che tali principi vadano nella direzione della valorizzazione del territorio locale e delle comunità periferiche al fine proprio di favorire una buona gestione del territorio stesso e la sopravvivenza di forme di economia “locali” e di “piccola taglia”: azioni, tutte queste, che favoriscono quindi un maggior senso di appartenenza dei cittadini stessi. Ma non solo, eccone un altro, molto significativo:
preferenza nel sistema di incentivazione per imprese con legame al territorio.e ancora
ispirazione della propria azione politica ai valori dell'autonomia politica e culturale, del federalismo e dell'autogoverno, quali tradizionali valori comuni della popolazione trentinaA tutto ciò aggiungiamo noi che l'autogoverno, quando attuato con senso di responsabilità e accompagnato da una visione sovra-territoriale, rappresenta un valido strumento di gestione dello sviluppo locale, in grado, dove opportunamente attuato, di promuovere la partecipazione dei cittadini e di sviluppare in questi un alto senso di appartenenza al territorio e positivo riconoscimento dei nostri valori e delle nostre tradizioni.
Peccato che tali assunti provengano dai principi fondanti e dal programma del P.A.T.T. (www.patt.tn.it) che a Lavis è forza di governo e massima espressione della rappresentanza dei cittadini attraverso il sindaco e che ci ha calato dall'alto senza che nessuno sapesse (“autogoverno, valore della popolazione trentina”), il progetto di un mega centro commerciale da 20.000 mq, con spropositato impatto ambientale sul piano dell'inquinamento e dei consumi (“conservazione del paesaggio”), che farà probabilmente chiudere i servizi commerciali del nostro centro storico (“potenziamento delle agevolazioni economiche per piccoli esercizi commerciali e attività di impresa nelle valli”) e dove troveranno posto un bel cinema multisala e, pare, un servizio di ristorazione di una nota catena americana di patatine ed hamburger (tipico trentino, “incentivazione per imprese con legame al territorio”).
Come se non bastasse si prevede l'afflusso di oltre 4.000 auto al giorno ed un apertura dei servizi del nuovo centro dal mattino presto fino a tarda ora, quindi con un alto livello di inquinamento acustico, luminoso, ma soprattutto atmosferico.
E' probabile poi che i negozi del centro storico di Lavis, con tanta meravigliosa abbondanza, chiuderanno ben presto i battenti: a quel punto verrà impoverita ulteriormente la vita sociale del nostro abitato e verranno danneggiati certamente tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, non possono avere a disposizione un'automobile per andare a fare la spesa.
Questioni significative sul piano sociale e sanitario che però evidentemente non meritano approfondimenti dal rappresentante politico che abbiamo eletto e che dovrebbe proprio preoccuparsi di tali nostri interessi, l'assessore alla sanità e politiche sociali Lorenzoni, che fino ad oggi su questo centro commerciale ha detto poco o nulla e che evidentemente non parlava di sé stesso quando, poco più di due mesi fa in una serata per promuovere le alternative all'inceneritore, ricordava il “
dovere prioritario di ogni amministratore, che è quello di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini di oggi e di domani”
4.000 e oltre auto al giorno inquinano più o meno di un inceneritore? Non ci è dato di saperlo, perché non siamo noi gli “esperti” e non ci consola sapere che Lorenzoni pensi che inquinino meno, come ha dichiarato in consiglio comunale recentemente: crediamo infatti che un approfondimento in tal senso sarebbe doveroso, ma siamo intanto sicuri che se queste oltre 4.000 auto a Lavis non ci venissero proprio la nostra aria sarebbe sicuramente migliore.
E allora dott. Lorenzoni le chiediamo di dimostrare con i fatti – e cioè mettendo in discussione anche il centro commerciale per il negativo impatto che porterà sul piano socio/sanitario - che la sua battaglia contro l'inceneritore non è solo una questione politica, ma lo è come questione di principio.
Respingiamo con forza il progetto del centro commerciale, che ci è stato calato dall'alto senz'alcun coinvolgimento, senza informazione e che con il nostro paese non ha nulla a che vedere. Contestiamo il metodo con cui si è proceduto, che ha ignorato completamente tutta la nostra comunità: non era un progetto previsto, né mai dichiarato su nessun programma elettorale, né condiviso.
Chiediamo invece che la politica locale si impegni per un serio rilancio della vita sociale della nostra borgata, delle sue attività commerciali e con la tutela del paesaggio che ci circonda, già duramente provato dallo sviluppo urbanistico degli ultimi anni. La nostra qualità della vita non dipende solo dalle nostre possibilità di acquisto: prima che consumatori siamo (ancora?) cittadini. E come tali avremmo voluto, e vogliamo ancora, essere trattati.
Nicola Pedergnana, Franco Castellan, Maurizio Carpi, Riccardo Nardon, Clelia Franceschini, Mauro Ceschini, Gianpaolo Calliari, Corrado Turco, Gabriele Tomasi,Emiliano Brugnara, Lodovico Tomasi, Elena Grazioli, Graziella Condini, Graziella Nardelli, Gabriella Rosa,Vittoria Mosna, Daniela Ianes, Maria Simoni, Marilena Andreatta, Sara Tonazzolli, Carla Grazioli, Francesco Ghensi, Cristina Casagrande, Armando Cont, Massimiliano Pilati, Walter Largher, Luca Tomazzolli, Irene Signò, Rosa Dallabetta, Cristina Bragagna, Maria Cadonna, Enrico Signò, Monica Pilati, Luca Sontacchi, Sara Fabbro, Claudio Tortora, Daniele Signò, Stefania Mattedi, Renato Mattedi, Mario Grazioli, Andrea Coppi, Paola Ferrari.