diversità e interazione
Dopo 24 anni è stata approvata questa settimana in consiglio provinciale una legge che disciplina la materia delle soluzioni abitative per i gruppi sinti e rom presenti in Trentino.
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=111270
Si tratta di uno strumento importante, volto a favorire una buona convivenza sul nostro territorio fra gruppi di cittadini con provenienze culturali diverse, ma non solo: la legge offre all'amministrazione pubblica quegli strumenti di governo di un processo così importante (quello dell'interazione fra gruppi etnici e popolazione maggioritaria), che fino ad oggi mancavano.
Credo inoltre che tale strumento rappresenti un'importante tappa in un percorso di positivo scambio e confronto di civiltà. Lo è perchè pone al centro il dialogo e la mediazione, l'offerta di servizi in cambio di rispetto di regole, con l'obiettivo di garantire una doverosa dignità di vita ad un popolo, quello dei sinti e dei rom, che, ricordiamolo, è prioritariamente composto da bambini che ancor oggi, nel nostro ricco trentino, si alzano al mattino senza accesso diretto all'acqua potabile, alla luce elettrica ed ai servizi igienici.
Ma la legge offre di fatto delle soluzioni di cui potranno beneficiare tutti: anche noi cittadini "trentini" che spesso davanti agli accampamenti sinti e/o rom ci indignamo o infastidiamo; le buone soluzioni migliorano la qualità della vita di tutti noi.
E' la legge di Mattia Civico, che ha creduto possibile provare ad intervenire in una materia sfuggita dai più in quanto politicamente molto delicata: l'ha fatto e l'ha fatto molto bene, a mio avviso, andando al di là delle ideologie e cercando invece soluzioni che potessero essere di governo di quello che, da tutti - sinti e non- è percepito come un problema: l'assenza di spazi abitativi per questi gruppi.
Penso che Mattia Civico, partendo da un buon testo di legge, abbia inoltre saputo accettare le diverse proposte pervenute da molti altri consiglieri, per arrivare ad un testo definitivo frutto di un percorso collettivo.
E' quindi questa la legge anche di una maggioranza che si è mostrata solida e coerente, capace di accettare una sfida non facile e di pensare delle soluzioni ad un problema che spesso viene dai più, frettolosamente, liquidato con facili pre-giudizi.
Credo che il percorso sia solo iniziato: la legge, per la realizzazione di azioni concrete, prevede il coinvolgimento di molti altri soggetti.
Tutto ciò può essere possibile allora se questo strumento di civiltà verrà condiviso da una collettività più ampia. Un buon punto di partenza per discutere e pensare è rappresentato dal seminario che si terrà giovedì 29 ottobre p.v. a Trento: UN FUTURO PER UN POPOLO ANTICO.
Qui sotto il volantino dell'iniziativa:
Il futuro di un popolo antico.pdf'
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=111270
Si tratta di uno strumento importante, volto a favorire una buona convivenza sul nostro territorio fra gruppi di cittadini con provenienze culturali diverse, ma non solo: la legge offre all'amministrazione pubblica quegli strumenti di governo di un processo così importante (quello dell'interazione fra gruppi etnici e popolazione maggioritaria), che fino ad oggi mancavano.
Credo inoltre che tale strumento rappresenti un'importante tappa in un percorso di positivo scambio e confronto di civiltà. Lo è perchè pone al centro il dialogo e la mediazione, l'offerta di servizi in cambio di rispetto di regole, con l'obiettivo di garantire una doverosa dignità di vita ad un popolo, quello dei sinti e dei rom, che, ricordiamolo, è prioritariamente composto da bambini che ancor oggi, nel nostro ricco trentino, si alzano al mattino senza accesso diretto all'acqua potabile, alla luce elettrica ed ai servizi igienici.
Ma la legge offre di fatto delle soluzioni di cui potranno beneficiare tutti: anche noi cittadini "trentini" che spesso davanti agli accampamenti sinti e/o rom ci indignamo o infastidiamo; le buone soluzioni migliorano la qualità della vita di tutti noi.
E' la legge di Mattia Civico, che ha creduto possibile provare ad intervenire in una materia sfuggita dai più in quanto politicamente molto delicata: l'ha fatto e l'ha fatto molto bene, a mio avviso, andando al di là delle ideologie e cercando invece soluzioni che potessero essere di governo di quello che, da tutti - sinti e non- è percepito come un problema: l'assenza di spazi abitativi per questi gruppi.
Penso che Mattia Civico, partendo da un buon testo di legge, abbia inoltre saputo accettare le diverse proposte pervenute da molti altri consiglieri, per arrivare ad un testo definitivo frutto di un percorso collettivo.
E' quindi questa la legge anche di una maggioranza che si è mostrata solida e coerente, capace di accettare una sfida non facile e di pensare delle soluzioni ad un problema che spesso viene dai più, frettolosamente, liquidato con facili pre-giudizi.
Credo che il percorso sia solo iniziato: la legge, per la realizzazione di azioni concrete, prevede il coinvolgimento di molti altri soggetti.
Tutto ciò può essere possibile allora se questo strumento di civiltà verrà condiviso da una collettività più ampia. Un buon punto di partenza per discutere e pensare è rappresentato dal seminario che si terrà giovedì 29 ottobre p.v. a Trento: UN FUTURO PER UN POPOLO ANTICO.
Qui sotto il volantino dell'iniziativa:
Il futuro di un popolo antico.pdf'
Posta un commento