Impronte è un laboratorio politico aperto ai contributi delle persone che vogliono partecipare attivamente e pensare, proporre e realizzare una gestione più sostenibile del nostro territorio, che metta al centro la qualità della vita, la difesa dell'ambiente in cui viviamo, per consegnare alle future generazioni un territorio più vivibile.
per contattarci: impronte@lillinet.org o tel. 338 94 63 352

29 ottobre 2009

INCENERITORE: L’ALTERNATIVA C’È


Nel ricordare la manifestazione “IO NON MI BRUCIO” che si terrà sabato 31 ottobre a Trento, con partenza da Piazza Dante alle ore 15, segnalo anche la bellissima serata di venerdì 6 novembre al Palarotari di Mezzocorona.

I Comuni di Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo e Zambana, muovendosi da tempo su strade diverse rispetto al comune di Trento e alla PAT, promuovono un incontro informativo sui pericoli legati alla realizzazione dell’inceneritore.

Le alternative esistono ed è obbligo morale di ogni persona, amministrazione ed organizzazione politica cercare la soluzione più sana per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Parteciperanno alla serata in qualità di relatori:

Ernesto Burgio – Coordinatore scientifico di ISDE International Society of Doctors for Environment

Massimo Cerani – Ingegnere, consulente per l’energia e l’ambiente per Comuni ed aziende private

Giuseppe Miserotti – Presidente Ordine dei Medici di Piacenza

Carla Poli – Amministratrice Centro Riciclo Vedelago (TV)

Conduce: Lucio Gardin

Pagina su Facebook al seguente link: INCENERITORE: L’ALTERNATIVA C’È

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21 ottobre 2009

PIANO PROVINCIALE RIFIUTI 3° AGGIORNAMENTO - SCHEDE OPERATIVE

PIANO_PROVINCIALE_RIFIUTI_estratto_Schede_Operative.pdf

La domanda sorge spontanea direbbe Antonio Lubrano, in questo caso le domande sorgono spontanee eccone alcune:

  1. perchè non esiste in Provincia di Trento una direttiva unitaria per tutti i Comuni in materia di gestione dei rifiuti?
  2. perchè le ottime schede operative che trovate qui sopra non sono applicate sistematicamente e pubblicizzate con forza dalla PAT?
  3. in cosa consiste la modularità dell'impianto di incenerimento, se le 100.000 tonnellate non sono messe in discussione, anzi si dice che se mancano i RSU indifferenziati, si bruciano anche i Rifiuti Speciali?
  4. a quando il "porta a porta" spinto e la tariffa puntuale?

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09 ottobre 2009

Io non mi brucio – Manifestazione 31/10/09

A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.

Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva che la soluzione al problema rifiuti doveva passare, necessariamente, per l’incenerimento.

E da questa linea ancora oggi gli amministratori non si schiodano, nonostante i ripetuti appelli da parte di medici e ricercatori che confermano la pericolosità delle emissioni, nonostante gli ottimi risultati della raccolta differenziata che rendono antieconomico un simile investimento (a meno di non importare rifiuti da fuori provincia), nonostante le nuove modalità di smaltimento affermatesi in questi anni, meno impattanti e meno costose.

Del resto violare quel patto vincolerebbe sicuramente qualcuno a pagare un prezzo, politico ed economico.

Il rovescio della medaglia è che lo pagheremo noi quel prezzo: la nostra salute, il nostro bel territorio che il mondo ci invidia, le pregevoli colture della valle dell’Adige ed in ultimoil nostro portafoglio verranno intaccati pesantemente.

C’è ancora tempo per far sentire la nostra voce, prima che sia troppo tardi.

Partecipa anche tu alla manifestazione provinciale di SABATO 31 OTTOBRE, ore 15 in PIAZZA DANTE a Trento.

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24 settembre 2009

Fontana leggera. Meno rifiuti

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17 agosto 2009

Una montagna di balle

video

Dal 2003 al 2009 un gruppo di videomakers ha documentato la cosiddetta emergenza rifiuti Campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria...

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Alex Zanotelli - lettera agli amici

E' la lettera di Alex agli amici. Da far girare.


LETTERA AGLI AMICI
Napoli, 14/07/2009

“GRIDA!”

Carissimi, jambo!

Sono appena tornato dal Cinema Modernissimo, dove ho potuto gustare in prima visione il documentario “Una montagna di balle”, ed ho sentito una grande voglia di riprendere in mano la penna. È infatti passato un anno da quando scrissi quell’ultima pesante lettera: “È al colmo la feccia”. Purtroppo, la nostra situazione campana è andata peggiorando nel silenzio più totale dei cittadini, dei media e della Chiesa. Un anno pesante questo.
I potentati economico-finanziari (vera piovra che avvinghia tutto!) hanno trionfato schiacciando con la forza militare qualsiasi resistenza della cittadinanza attiva e responsabile in Campania. Lo Stato è al servizio del business. E i media nelle mani di chi controlla la finanza. E il popolo drogato a credere ciò che gli viene raccontato in TV. Un esempio su tutti: l’estate 2008 il Mago Merlino annuncia in TV agli italiani che il problema dei rifiuti a Napoli è risolto. E l’Italia gli crede! È possibile che il popolo italiano sia talmente ipnotizzato? Aveva ragione Karl Popper quando affermava che, con questa televisione, non ci può essere democrazia.
Per questo mi ha fatto bene ritrovare nel documentario “Una montagna di balle” il vero racconto della tragica storia dei rifiuti in Campania. Finalmente una parola vera nella Menzogna che impera. Ha fatto bene anche a me ritornare su questa tragica storia che ho vissuto e vivo sulla mia pelle: la visione di quel documentario è stata per me una catarsi.
Dagli anni’90, da quando l’Italia non ha più potuto seppellire i propri rifiuti tossici in Somalia, la Campania ne è diventata lo sversatoio nazionale. Gli industriali del centro-nord hanno stretto un accordo con la Camorra perché facesse il lavoro sporco di seppellire quei rifiuti tossici nel Triangolo della Morte (Acerra -Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Giugliano, Qualiano…) e nelle campagne del Casertano. È questo che ha permesso all’industria del centro-nord di essere competitiva in chiave internazionale. Questi rifiuti tossici, sepolti nel nostro territorio, producono nano-particelle che bombardano le donne incinte e i neonati, da cui tumori, leucemie, malformazioni.
Mi sorgono spontanee a questo proposito, due domande, poste recentemente alla classe dirigente napoletana di Sinistra, dal noto scrittore napoletano Ermanno Rea: “Politici campani, eravate informati che il territorio campano era il ricettacolo dei rifiuti tossici? Se lo sapevate, perché avete taciuto, rendendovi di fatto complici di chi, cinicamente, inquinava? Se invece non lo sapevate, perché non avete avuto il coraggio di dimettervi, dimostrandovi più attaccati alle vostre poltrone che al vostro amor proprio?
Ma “Una Montagna di Balle” punta poi l’obiettivo sul disastro dei rifiuti ordinari. Infatti, su un territorio già martirizzato dai rifiuti tossici, si è sovrapposta, dal 1994, l’emergenza rifiuti solidi urbani gestita da dieci commissari straordinari, scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti: è stata la politica degli affari e del profitto. Infatti, i potentati economico-finanziari avevano deciso di incenerire i rifiuti, perché avevano capito che potevano ottenere più profitti che non con la raccolta differenziata. Ci guadagnano infatti, primo, costruendo gli inceneritori (questi mostri costano una barca di soldi), secondo, vendendo energia elettrica che ottengono bruciando i rifiuti e, terzo, beneficiando del Cip6 (la bolletta che ogni cittadino paga allo stato per le energie rinnovabili). Purtroppo i soldi per il Cip6 non vanno alle energie rinnovabili, ma all’energia prodotta dagli inceneritori (unico caso in Europa!). Si tratta di almeno 3 miliardi di euro all’anno. Ecco perché i poteri forti vogliono incenerire! È questa la politica affaristica che ha segnato profondamente i governi che si sono susseguiti dal 1994, di centro-destra come di centro-sinistra. È stata questa politica che ha portato al disastro campano.
I commissari straordinari non hanno mai voluto fare la raccolta differenziata, ed hanno utilizzato oltre 2 miliardi di euro per produrre 7-8 milioni di tonnellate di ecoballe (di eco non hanno proprio nulla) stoccate fuori dalla città di Giugliano: 14 km di lunghezza, 4 di larghezza, proprio nelle bellissime campagne dei Borboni (note come “Taverna del re”).
In questi 15 anni, i commissari dei rifiuti non sono stati capaci di far funzionare un solo sito di compostaggio, che avrebbe eliminato il 40% dei rifiuti (l’umido che diventa compost). Con la raccolta differenziata porta a porta avrebbero potuto dare lavoro a tanti giovani campani disoccupati! Hanno invece preferito arricchire quattro industriali già straricchi.
“Una Montagna di balle” dimostra con chiarezza come il disastro rifiuti in Campania del 2008 sia stato costruito ad arte per convincere tutti che l’unica soluzione era quella delle mega-discariche e degli inceneritori. E così avvenne. Il governo Berlusconi, con il decreto 90 impone alla Campania 12 mega-discariche e 4 inceneritori. Se questi inceneritori entreranno mai in funzione, noi campani dovremmo importare rifiuti per farli funzionare! E tutto questo ci è imposto con la forza dell’esercito (inceneritori e mega-discariche diventano “siti di sicurezza nazionale!”).
E considerare che l’ordine dei medici francese, seguito da quello inglese, ha bandito la costruzione di inceneritori, perché ha evidenziato, nelle aree ad essi adiacenti, un aumento di leucemie e linfomi in età pediatrica! Ritengo criminale imporre inceneritori ad una regione già martire per i rifiuti tossici.
Quella sera al ‘Modernissimo’, gustando “Una montagna di balle”, ho rivissuto emotivamente questi anni di lotte ed ho capito quante balle ci hanno raccontato! Montagne!
E mi è ritornata la voglia di riprendere la penna ricordando le parole di un profeta ebraico che ha accompagnato il suo popolo in esilio a Babilonia:

Una voce dice :”GRIDA!”
Ed io rispondo:”Che dovrò gridare?” (Isaia 40,6)

Sono felice di essere stato e di essere in Campania in questo tempo difficile a fianco ai miei fratelli e sorelle, tentando di resistere. Siamo stati schiacciati, ma nessuno ci può togliere la volontà di gridare, non solo per quello che è avvenuto, ma anche per quello che ora sta avvenendo.
Grido contro il piano criminale dei rifiuti imposto alla Campania dal governo Berlusconi che significa morte per tanti, in nome del profitto.
Grido contro la militarizzazione della Campania (siamo un territorio occupato): l’esercito presiede le mega-discariche e gli inceneritori. Impossibile, in questi siti, qualsiasi controllo o protesta popolare.
Grido contro la brutale repressione dei cittadini attivi di Chiaiano (estremo lembo nord del comune di Napoli) che, con mille stratagemmi hanno resistito per quasi un anno all’apertura di una discarica nelle cave del loro territorio (collocare una discarica a Chiaiano è come collocarne una a Villa Borghese a Roma). La forza bruta dello Stato ha schiacciato ogni resistenza civile ed ha aperto le cave ai rifiuti. Per fortuna lo “zoccolo duro” di Chiaiano continua a resistere.
Grido contro l’inceneritore di Acerra, inaugurato il 26 marzo scorso in pompa magna da Berlusconi, non ancora collaudato, malfunzionante, che costituisce un’altra grave minaccia alla salute nel Triangolo della morte. È incredibile che oltre alla A2A (Brescia-Milano), a cui è stata affidata la gestione dell’inceneritore, continui ad operare ancora la FIBE, sotto processo per “truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture”. Quel giorno Berlusconi ha definito “eroi” i capi della FIBE, perché hanno saputo resistere nonostante gli “attacchi”della magistratura.
C’è ancora uno Stato di diritto in questo Paese?
Grido contro la decisione, presa quel 24 marzo da Berlusconi, di seppellire le ceneri tossiche di Acerra nella discarica di Terzigno (Parco Nazionale del Vesuvio!) quali “materiali di copertura”.
Queste ceneri dovrebbero, per legge, essere sepolte in cave speciali di salgemma in Germania.
Grido per il rogo del 12 maggio a Marcianise (fra Caserta e Napoli), dove la Camorra ha dato fuoco a 700.000 tonnellate di copertoni, che hanno continuato a bruciare per una settimana (quasi inutile l’intervento dei vigili del fuoco), producendo una nube tossica che ha avvolto per settimane l’intera regione (la legge contro i delitti ambientali è ferma in Parlamento da oltre 10 anni).
Grido contro il disastro della discarica di Ferrandelle (Caserta), dove sono stati sversati oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti tal quali. In quella discarica c’è un sito di compostaggio, costruito anni fa e mai utilizzato, pieno di balle di rifiuti tal quali.
Grido contro la decisione di costruire un nuovo inceneritore a Napoli est, nella zona di Ponticelli, nel cuore della città, che brucerà 400mila tonnellate di rifiuti all’anno. La gara d’appalto per costruire quell’inceneritore (che costerà 230 milioni di euro) è stata rimandata a settembre. In una zona già altamente inquinata, costruire un inceneritore è criminale.
Grido contro le stravittoria delle ecomafie, che diventano sempre più potenti e strafottenti in questa regione. Basta leggere il rapporto 2009 di Legambiente per rendersene conto.
Grido contro la decisione di bruciare le eco balle nei cementifici di Maddaloni (Caserta) e nelle centrali dell’ENEL.
Grido per questa regione martirizzata, simbolo del pianeta Terra, anch’esso minacciato di morte in nome del profitto. Basta leggere l’ultimo Rapporto dei 2500 scienziati dell’IPCC (il comitato scientifico dell’ONU per i cambiamenti climatici) per rendersene conto e capire la gravità della situazione.
Questo mio grido si unisce al grido di tanti cittadini che dal basso stanno impegnandosi per far nascere il nuovo.
E il nuovo può oggi nascere solo dal basso.
Dall’alto non c’è più nulla da aspettarsi. La speranza viene solo dal basso, dalla capacità dei gruppi, comitati di mettersi insieme, di fare rete sia a Napoli come in Campania. In questo periodo sono nati il Coordinamento regionale per la gestione pubblica dell’acqua e il Coordinamento regionale rifiuti che riunisce le comunità e i comitati su base regionale. Sta nascendo ora anche il Forum regionale antirazzista che riunisce i gruppi che lavorano a favore di immigrati e Rom. Sta lentamente nascendo anche la rete di comunità immigrate della città di Napoli per permettere ai rappresentanti delle comunità etniche presenti sul territorio di parlare. In questo spirito è nato quest’anno anche Segnali di Fumo che mette insieme pezzi di cittadinanza attiva in città per fare pressione sulle istituzioni locali. Senza dimenticare la Rete del Rione Sanità che da anni lavora per creare sinergia in questo non facile quartiere, e che quest’anno ha finalmente fatto partire, in stretta collaborazione con la Banca Etica, il Microcredito per stimolare nel Rione nuove iniziative economiche. (Tutto questo dovrebbe partire il prossimo autunno). Sono tutti segni di speranza perché non è facile a Napoli e in Campania lavorare insieme; c’è un nuovo spirito che dal basso sta soffiando in questa regione. Questo lavoro unitario ha portato ad una bellissima vittoria proprio in questo mese contro l’inceneritore a biomasse che era in progettazione a S. Salvatore Telesino (Benevento).
Insieme si può!
La speranza viene dai fratelli/sorelle di strada impegnati strenuamente sull’acqua, sui rifiuti, sull’ambiente. Sono nate delle splendide amicizie, che ci sorreggono in questa difficile resistenza in Campania.
Fra i tanti e tante, vorrei ricordare Raffaele Del Giudice, presidente di Legambiente Campania che, mosso da una sacra passione per le sue terre, lotta contro lo strapotere delle ecomafie. È lui che ha scoperto il disastro di Ferrandelle. Finché ci sono persone così, c’è ancora speranza in questa regione. Una speranza che nasce dalle autentiche relazioni umane dentro i comitati, i gruppi, le reti dove le persone diventano ‘dono’ gli uni per gli altri: la straordinaria ricchezza di questo popolo.
L’ho sperimentato soprattutto nelle piccole comunità cristiane (sono sette) che, con padre Domenico (il suo arrivo alla Sanità è stato un grande dono per me!), stiamo coltivando qui, alla Sanità. È straordinario vedere la ricchezza delle relazioni umane, la capacità di lettura della realtà alla luce del Vangelo (è la lettura popolare della Bibbia) e l’impegno verso i più poveri (ogni mercoledì sera portano un pasto caldo a chi dorme per strada!). È proprio bello vedere che sono i poveri che aiutano i poveri! Quanta speranza ricevo da loro! E quanta speranza ho avuto dai volti dei ragazzi in difficoltà del Rione Sanità, durante il campo di lavoro (13-19 luglio), che abbiamo organizzato. È stato padre Domenico a sapere aggregare le forze del territorio e trasformare questo sogno in realtà! Quanta forza, gioia, umanità ho ricevuto dai volti di questi ragazzini, di una vitalità straordinaria, e dai loro genitori! È stata una boccata di speranza, di Vangelo!
Ho scelto come missionario di vivere in questa città e regione in questo preciso e drammatico momento storico, per annunciare la ‘buona novella’ di vita di Gesù di Nazareth e per denunciare la situazione di morte che incombe. Sono grato che il Papa nella sua recente enciclica sociale abbia voluto ricordare che il nesso stretto che c’è tra fede e vita concreta in campo economico, come politico e culturale. Ecco perché mi impegno come missionario e come prete, su questi temi fondamentali per la vita. E nutro la profonda convinzione che siamo nelle mani di un Papà, per cui l’ultima parola non sarà della Menzogna, ma della Verità. Ne è un esempio la storia tragica dell’amianto.
Ci sono voluti vent’anni di duro impegno sociale per arrivare al grande processo di Torino, ora in corso, contro gli industriali dell’amianto. Non mi direte che gli industriali non sapevano, negli anni ’70-’80, che l’amianto produceva tumori (il terribile mesotelioma!). Lo sapevano, ma ha vinto la logica del profitto…! E così abbiamo avuto migliaia e migliaia di vittime!
Sul monumento alle vittime dell’amianto a Monfalcone c’è scritto:
“Costruirono le stelle del mare,
li trafisse la polvere,
li uccise il profitto.”
Che non succeda altrettanto per i rifiuti!
Dio è stanco di morti in nome del profitto: Lui vuole che i suoi figli vivano in pienezza la loro vita, ora e per sempre .Basta con tanti morti in nome del profitto.
Che vinca la vita!


Alex Zanotelli

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26 aprile 2009

RICICLARE OLTRE IL 90% È POSSIBILE!

RICICLARE OLTRE IL 90%

È POSSIBILE!

Pagina l'Adige, 26 aprile 2009

Anche il rifiuto indifferenziato non si deve bruciare, ma si può RICICLARE.

Chi afferma che non è possibile è male informato.

Alcune amministrazioni propongono il modello di gestione dei rifiuti che RICICLA oltre il 90% dei rifiuti, a dimostrazione della praticabilità di alternative diverse dall’incenerimento.

Il metodo "porta a porta" vuol dire

responsabilità, impegno, partecipazione e risparmio.

L’INDIFFERENZIATO PUÒ FARE LA DIFFERENZA


Adesioni

Barbieri sleali, Borgo - CEDIP, Borgo

Comitato per il diritto alla salute in Val di Non

Impronta Ecologica, Lavis - Italia Nostra onlus, Sezione di Trento

La Credenza, Pergine - MAIA, Giudicarie Esteriori

Mamme Bionike - Meetup Amici di Beppe Grillo Trento

Mountain Wilderness - Nimby trentino Onlus

Osservatorio Grigno-Tezze - Parcopiazza Novaledo

PartecipAzione Cittadini Rovereto - Per un'altra Pergine – TrentoAttiva

Informazioni

www.ecceterra.org - www.cittadinirovereto.it

www.impronte.altervista.org - www.italianostra.tn.it

Grazie a tutti per la collaborazione

Risposte e adesioni alla pagina del 29 marzo
saranno pubblicate martedì 28 aprile

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28 marzo 2009

Caro Trentino, non buttarti via

Caro Trentino, non buttarti via

Ridurre e riciclare i rifiuti è un’opportunità
l’Adige, 29 marzo 2009

Cittadini e realtà associative provinciali ripropongono alcuni aspetti importanti della questione rifiuti interrogando i candidati alle elezioni comunali del 3 maggio 2009, e invitandoli alla trasferta a Vedelago e alla sottoscrizione della Dichiarazione di intenti.

Le risposte, che saranno rese note agli elettori,
vanno inviate ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

info@ecceterra.org

cittadinirovereto@gmail.com

trento@italianostra.org.

1. Obiettivo riciclo

Gli obiettivi al 2009 del Terzo aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti sono: 65% di raccolta differenziata, 175 kg di rifiuto indifferenziato, inceneritore da 102.946 tonnellate (vignetta). Più del 40% dei trentini li ha superati con un anno di anticipo.

Gli obiettivi dell’Unione europea privilegiano innanzitutto la riduzione, il riuso e il riciclaggio dei rifiuti, mentre la gran parte del rifiuto indifferenziato, che la Provincia vorrebbe bruciare, è invece riducibile e riciclabile.

Domanda. I cittadini di Trento e del Trentino possono superare gli obiettivi-limiti fissati nel 2006 dalla Provincia su riduzione e riciclaggio dei rifiuti?

2. Rifiuto come risorsa

Nuove applicazioni su larga scala sviluppate negli ultimi anni consentono di ridurre e riciclare la frazione secca residua, riducendola a quantitativi da smaltire in discarica inferiori al 5% della produzione totale di rifiuti (vignetta).

Ne è dimostrazione l’innovativa tecnologia dell’estrusione, in crescita sia come estensione e applicazione sia come richiesta del mercato, che investe sul riutilizzo del rifiuto come materia prima seconda.

Domanda. Visti i buoni risultati già ottenuti e l’elevato gradimento del mercato, è d’accordo sul promuovere e praticare l’alternativa dell’”estrusione” anche in Trentino?

3. Riduzione smaltimento in discarica

Se verrà costruito l’inceneritore, le discariche esistenti non chiuderanno di certo nel 2014 in quanto per legge (n. 10 del 2004) saranno destinate ad “ospitare” le scorie prodotte dall’impianto d’incenerimento, pari a circa il 30% in peso dei rifiuti inceneriti, in parte pericolose e in parte tossico-nocive.

Si pone la necessità di ridurre progressivamente l’impiego delle discariche, smaltendovi una tipologia di rifiuto non pericoloso e inerte; ciò può avvenire riducendo a quantitativi minimali la quantità di rifiuto da smaltire.

Domanda. Vuole ridurre l’impiego delle discariche, smaltendovi una riducibile tipologia di rifiuto inerte, e dunque non pericoloso né tossico-nocivo?

4. Costi

La questione dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti riveste un ruolo importante, tanto più di questi tempi di crisi e tagli alle spese, essendo subordinata alla loro ripartizione su Comuni e cittadini.

Si dovrebbe conoscere quale debba essere il sistema gestionale più conveniente per tutti, attraverso una comparazione sulle diverse opzioni gestionali e di smaltimento e dei loro corrispettivi costi.

Domanda. È importante che i Comuni e i cittadini contribuenti possano valutare e preferire le soluzioni più vantaggiose e convenienti?

5. Salute e tutela del territorio

La questione sanitaria costituisce un aspetto cruciale delle politiche di gestione dei rifiuti e tutti concordano sul fatto che aggiungere un’altra fonte di inquinamento (l’inceneritore è definito dalla legge “Impianto insalubre di I^ categoria”) non possa che aggravare le condizioni di vivibilità dell’ambiente trentino.

Domanda. È d’accordo che si debbano tutelare salute e tutela del territorio, anziché adottare soluzioni che ne peggiorerebbero la vivibilità?

6. Rapporti tra Provincia e Comuni

La legge n. 10 del 15 dicembre 2004 riconfermava a tutti i Comuni Trentini le competenze sulla gestione dei rifiuti affidando loro, tramite la stipulazione di una Convenzione, il compito di realizzare e gestire l’inceneritore. Ad oggi quella Convenzione non è stata ancora scritta. A norma di legge la Provincia dovrebbe riprendersi questa competenza, togliendola ai Comuni e in primis a quello di Trento, che finora si è occupato della questione solo in via transitoria.

Domanda. Ritiene accettabile la mancata stesura della Convenzione con i Comuni, senza coinvolgerli nelle scelte decisive in materia di politiche dei rifiuti, lasciandole unicamente alla Provincia e forse al Comune capoluogo?

INVITO

A CANDIDATI, AMMINISTRATORI, IMPRENDITORI E CITTADINI

Trasferta al Centro Riciclo Vedelago
17 aprile 2009, ritrovo piazzale Zuffo alle 7.30.
Prenotazioni entro il 13 aprile (posti limitati)

INVITO

A CANDIDATI E AMMINISTRATORI

Sottoscrizione della Dichiarazione di intenti


verso Proposta di nuovo aggiornamento del Piano rifiuti provinciale
Scaricabile dai siti
www.ecceterra.org - www.cittadinirovereto.it
www.impronte.altervista.org - www.italianostra.tn.it

Per prenotazioni, informazioni e comunicazioni
Simonetta Gabrielli - 347 4045653
Francesco Ghensi - 328 8617697
Salvatore Ferrari - 349 8131260

Adesioni

Barbieri sleali, Borgo

CEDIP, Borgo

Comitato per il diritto alla salute in Val di Non

Impronta Ecologica, Lavis

Italia Nostra Onlus Sezione di Trento

La Credenza, Pergine

MAIA, Giudicarie Esteriori

Mamme Bionike

Meetup Amici di Beppe Grillo Trento

Mountain Wilderness

Nimby trentino Onlus

Osservatorio Grigno-Tezze

Parcopiazza Novaledo

PartecipAzione Cittadini Rovereto

Per un'altra Pergine

TrentoAttiva

Immagini di alcuni prodotti, riciclabili al 100%,
ottenuti dalla frazione secca residua.

Con la sua estrusione si ottiene una "sabbia sintetica",

conforme alle norme UNI EN 10667-14/2003,

classificata "materia prima seconda" dall'art. 181 d.lg. 152/2006.

Blocchi autoportanti - Cordonate stradali - Pavimentazioni autobloccanti
Salvaprato per parcheggi e camminamenti - Pavimenti esterni ed interni
Pallets (bancali) - Tegole - Portabottiglie da cantina
Schienali e sedute per ufficio - Schienali e sedute per poltroncine
Gruppi tavolo e panchine - Portarifiuti - Gruppi fioriere e panca

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23 febbraio 2009

Serata informativa: "rifiuti problema o risorsa?"

Serata informativa Verla 27 febbraio: "rifiuti problema o risorsa?"

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05 febbraio 2009

STRATEGIA RIFIUTI ZERO

"PREMESSA PER RIFIUTI ZERO:
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:a) tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 annib) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)c) L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.d) come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLEDi seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:- piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo "Meno 100kg pro capite" con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.- accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio- Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato- per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)- raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana- realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni- costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)- costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)- costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata-creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili- per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)- chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori"A cura di Matteo Incerti e di Marco Boschini

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22 gennaio 2009

Tecnologie a confronto

21 Gennaio 2009

Si ritiene determinante, sotto il profilo divulgativo generale e di supporto alle determinazione degli organi istituzionali competenti, porre a confronto le due tecnologie che si stanno affermando in Italia, basando il sistema di comparazione sul profilo di bilancio economico di gestione e dei relativi margini operativi d’impresa, al di là delle considerazioni già espresse di carattere ambientale in genere.


La riflessione in atto è suscitata dalla schiacciante supremazia sul piano finanziario della tecnologia detta “a freddo” che, oltre a rispettare la corretta gerarchia europea d’intervento, rappresenta oggi una consolidata anche se ancora minoritaria scelta industriale.

Si terrà in questa sede in esame quindi solo il ciclo di smaltimento finale, senza entrare nel merito delle tecnologie a monte costituite dalla fase di raccolta e selezione dei rifiuti sia urbani- R.S.U. che assimilati-R.A.U.
Si tenga pertanto conto dell’ulteriore dato che i Centri di Riciclo provvedono allo smaltimento degli imballaggi e della frazione secca totale (vetro, metalli, legno, tessili, carta e plastiche) con un grado medio di purezza, mentre gli impianti di incenerimento smaltiscono solo C.D.R..


Mettiamo quindi a confronto i dati ufficiali reperiti sulle due tipologie di impianto a raffronto: un Centro di Riciclo di Vedelago da 120.000 ton/anno per la tecnologia “a freddo” e l’impianto di pirolisi di Civitavecchia da 160.000 ton/anno per la tecnologia “a caldo”.
Si tenga presente che il costo di un impianto di pirolisi è nettamente inferiore ad un impianto di termovalorizzazione (che ha un costo stimato intorno ai 200 milioni di euro), o di gassificazione (che ha un costo stimato intorno ai 300 milioni di euro).
Quindi la comparazione è stata fatto con la tipologia più “economica”, dovendo moltiplicare per due o per tre i relativi costi a carico della collettività nelle altre tipologie peraltro molto più ricorrenti.

Si evidenziano pertanto alcune riflessioni di carattere generale in merito all’importo ed allo stesso meccanismo di finanziamento, in quanto a parità di capacità di smaltimento il sistema a freddo:
Impiega un quinto delle risorse per la costruzione impianti. Utilizza per questo risorse esclusivamente private, incentivando peraltro la nascita di una imprenditoria ambientale non assistita, realizzando un utile di impresa triplicato in rapporto.

Realizza un ciclo di gestione finanziato esclusivamente dai contributi di legge dei Consorzi nazionali di filiera, recuperando insieme ai materiali anche le risorse private accantonate dai produttori e pagata dai consumatori finali, e da attività industriale di recupero di scarti di lavorazione.

Realizza la condizione straordinaria di un conferimento a costo zero da parte dei Comuni dal momento che ,recuperando i materiali ed i relativi contributi di legge, rigira ai Comuni stessi il contributo di trasporto che compensa il costo di conferimento presso questi impianti (costo stimato intorni ai 60 €/ton).

Realizza indirettamente un grandissimo risparmio per i bilanci comunali, dal momento che il costo di conferimento in discarica (previsto a Roma in circa 90 €/ton) viene azzerato, liberando ingenti risorse pubbliche. Tenendo conto che Roma smaltisce in discarica oggi circa 1,2 milioni di ton/anno parliamo di un possibile risparmio di circa 110 milioni di euro l’anno.

Libera le risorse accantonate dal GSE per le fonti energetiche alternative rinnovabili, promuovendo un ciclo virtuoso sia dal punto di vista della diminuzione dell’importazione di petrolio che dall’azzeramento dell’impatto ambientale da smaltimento rifiuti.

Sviluppa una occupazione locale decuplicata rispetto alla tecnologia a caldo, data da un ciclo di selezione manuale che impiega oggi sull’impianto ipotizzato 100 dipendenti a fronte di circa 10 tecnici in un impianto di incenerimento.

Evita costi oggi incalcolabili a carico della collettività in merito ai costi di bonifica ambientale ed ai costi per il servizio sanitario nazionale dovuti a cure e ricoveri per allergie, malattie croniche e costosi trattamenti tumorali.

Carla Poli, Massimo Piras

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02 dicembre 2008

Semplicemente grandioso!

27 Novembre 2008

Grande Alessio, grande Capannori (LU)!
C’è ancora qualcuno che può sostenere la favola degli inceneritori?!


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06 ottobre 2008

Presentazione Associazione dei Comuni Virtuosi


Domenica ore 20.30 Lavis, Sala Didattica c/o Casa Anziani

Presentazione Associazione dei Comuni Virtuosi

Associazione dei Comuni Virtuosi significa riduzione dei consumi, autoproduzione di energia, recupero e riciclaggio dei rifiuti, stili di vita più sobri e felici. Marco Boschini, assessore del Comune di Colorno (PR) e coordinatore dell'Associazione dei Comuni Virtuosi, spiegherà cosa significa appartenere a questa associazione. Info: www.comunivirtuosi.org


Incontro con Marco Boschini Coordinatore Comuni Virtuosi.pdf

L'Adige, 11 ottobre 2008 BOSCHINI

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28 settembre 2008

Inceneritori e diossina

Ecco un interessante documento che presenta un problema molto grave, ovvero la contaminazione da diossine e PCB in aree che circondano a corona l’inceneritore Asm-A2A di Brescia.

/DiossineLatteAriaInceneritore.pdf

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11 giugno 2008

La storia delle cose

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27 febbraio 2008

CONSUMO CRITICO - ACQUA e ALLUMINIO

Cerchiamo di capire perchè è meglio consumare l'acqua del nostro rubinetto invece di quella nelle bottiglie di plastica e perchè bisogna evitare l'alluminio come la peste.


Acqua del rubinetto bevila e risparmiala.pdf

La triste storia di una lattina di alluminio.pdf

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22 febbraio 2008

Gestione dei rifiuti

Dopo le dichiarazioni pubbliche dell'Assessore del Comune di Trento Pompermaier, il quale sostiene che le alte percentuali di raccolta differenziata raggiunte, rendono assurda la costruzione dell'inceneritore.

Dopo le immediate risposte del Presidente Dellai che dice invece che l'inceneritore non è in discussione.

Impronte
vuole iniziare un percorso informativo per porre all'attenzione dei lavisani e di chi ci segue attraverso il blog, alcune considerazioni in merito alla questione, in modo tale che ognuno riesca a farsi un piccolo bagaglio culturale sulla materia e possa di conseguenza decidere quale sia la strada da seguire per cercare una soluzione.

La prima cosa da fare resta comunque la riduzione dei rifiuti alla fonte cioè nei processi di produzione e di distribuzione dei beni.

http://www.questotrentino.it/2008/02/inceneritore_inevitabile.htm
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/gestione-rifiuti-a-freddo

Vogliamo segnalare l'esistenza del Trattamento Meccanico Biologico TMB che è, per semplificare, una tecnologia che consente una ulteriore riduzione del rifiuto indifferenziato.

TMB DISCARICA E PRODUZIONE ENERGIA.pdf

Schema semplificato TMB.pdf

Schema gestione rifiuti.pdf


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